Le nostre interviste

Firenze, 2 Dicembre 2015

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Riusciamo finalmente questa settimana a fermarci un attimo con un’ icona di casa Sancat , l’uomo indispensabile, quello che il basket qui lo ha visto nascere perchè insieme a Michele Pierguidi lo ha creato…Signore e Signori Marco Ciani !
D : Ciao Marco, grazie di essere con noi oggi. Ti chiediamo innanzitutto una bella panoramica sul basket in casa Sancat…hai visto nascere questa società, a che punto siamo oggi ?

R : “Ciao a tutti, per me è un onore dopo circa 9 anni dalla nascita del Basket alla SANCAT esserne ancora parte e poter dare il mio piccolo contributo con la passione che ho sin da bambino e che ho vissuto in tutte le sue forme da giocatore , da allenatore e da dirigente; la spinta e’ proprio trasmettere questa passione ai nostri ragazzi. Tanti ragazzi che giocano con i nostri colori , tante famiglie che li portano in lungo e in largo per la nostra regione , campionati di livello eccellente… potevano essere un sogno qualche anno fa, ma dopo tanto lavoro e grazie al contributo di tutti gli allenatori e istruttori che allenano e hanno allenato qui da noi questo oggi è realtà !
Certamente esempi come Don Luciano e Michele, primi per tenacia ed altruismo non fanno che facilitare il nostro operato dove mettiamo sempre al centro l’atleta e non le mire personali , il miglioramento e non l’ostentazione di quello che sappiamo fare; è per questo che il cammino intrapreso si caratterizza per delle bellissime tappe raggiunte, come le finali nazionali disputate e tornei giovanili vinti…che restano tappe e non traguardi”.

D : Inevitabile chiederti due parole sul Progetto Biancoblù, di cui sei il responsabile, che vede questa forte collaborazione con società importanti come l’ Affrico di Firenze e Pvm di Fiesole.

R : “Il progetto Biancoblu’, giunto al suo secondo anno, nasce dall’esigenza di offrire una proposta sia dal punto di vista tecnico che sociale al piu’ grande numero di ragazzi delle società di Firenze sud , Affrico storica società del nostro quartiere e Sancat…e non solo visto che ne fa parte anche la Pvm di Fiesole, nostra partner da molti anni. Se la collaborazione per i ragazzi dell’Under 18 e in generale per le categorie giovanili è collaudata e ci permette di far disputare campionati di ottimo livello a 8 squadre composte da ragazzi provenienti da tesserati delle 3 società, ancora piu’ ambizioso è il programma per le annate minibasket ed in particolar modo l’annata dei 2004 con i quali da Novembre è partita la serie di allenamenti mensili  sotto la conduzione dei loro 3 allenatori che culmineranno con la partecipazione a Tornei a carattere Nazionale, come quello di Terranuova Bracciolini il prossimo 27/29 dicembre, che sarà il primo di una lunga serie. Penso che giocare insieme arricchisca sempre e scambiarsi esperienze lo faccia ancora di piu’ in un clima stimolante sia per gli allenatori che per i ragazzi: questo è l’obiettivo del progetto biancoblu’ “.

D : Passiamo al campo…gli ultimi due-tre anni con i piccolissimi ed il loro avviamento ai primi passi di motoria, quest’anno di nuovo nella mischia con i più grandi come assistente di Francesco Cappelletti con gli U15 in un campionato di Eccellenza…come si lavora con i giovani di oggi ?

R : Lavorare…e stento a definirlo cosi’ perché il lavoro è altro … è una gioia con qualsiasi fascia di età, ci trasmettono entusiasmo e voglia di conoscere cose nuove in ogni situazione, sta a noi allenatori farli volare sulle ali del loro entusiasmo e farli diventare sempre piu’ coscienti delle loro potenzialità. Quello che vedo io adesso è che i ragazzi hanno meno ambizione di quelli di qualche anno fa, forse per paura di non arrivare, pressati dalle famiglie che mettono loro molta attenzione ai risultati e non tanto al tempo che bisogna dare loro per raggiungerli. Le parole sacrificio e divertimento per me viaggiano a braccetto e il miglioramento di ogni singolo ragazzo è il piu’ grande riconoscimento che possa avere; questo è il messaggio piu’ difficile da trasmettere. Per categorie come quella dell’ Under 15 gestire gli alti e i bassi di rendimento, il successo e l’insuccesso, come è normale per un giovane atleta, è l’aspetto piu’ delicato per mantenere un canale di comunicazione e d’insegnamento attivo e proficuo”.

D : Conosci tutto di questo ambiente, hai visto passare dal “pallone con le colonne” in questi anni ragazzi, genitori, allenatori, istruttori, collaboratori, ognuno con i suoi pregi e i suoi difetti. Qual’è la miscela ideale perchè una società possa lavorare al meglio per far crescere i ragazzi, non soltanto dal punto di vista tecnico ?

R : “In una parola COMUNICAZIONE  a tutti i livelli,  STAFF e FAMIGLIE sono i motori delle società e se condividono il percorso  sono due motori potentissimi per qualsiasi organizzazione e noi alla Sancat siamo sempre stati abbastanza fortunati in questo”.

D : Ti lasciamo andare ma prima ti chiediamo un augurio che senti di fare a tutta la Famiglia Sancat

R : “L’augurio, visto che siamo prossimi alle festività natalizie,  è di passare un sereno Natale e di vivere un ottimo e ambizioso 2016 ! Auguro a tutti di sentire la Sancat come casa loro e di volerla migliorare sempre un po’ di piu’, ogni piccola azione e contributo, se fatto con il cuore, la fa essere piu’ bella e forte e capace di essere  il piu’ bel  “pallone con le colonne” che si sia mai visto !!!”.

Marco grazie mille, alla prossima !

 

Firenze, 25 Novembre 2015

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Il gigante buono, 2 metri e 05 di tenerezza e di passione per la palla a spicchi, ma anche tanta volontà , competenza e pazienza al servizio di tutto il minibasket Sancat…buongiorno a Matteo Venturini !

D : Ciao Matteo, ti conoscono quasi tutti in casa biancoblu…ti chiediamo di descriverti in due parole, giusto per gli ultimi arrivati, che anche quest’anno non sono pochi !
R : “Ciao, mi chiamo Matteo Venturini, nato e cresciuto a Firenze, sono un istruttore della SANCAT da ormai diversi anni, sono diventato un istruttore di minibasket per caso, in quanto ho giocato fino a 16 anni, vestendo anche la maglia della nazionale giovanile, solo che appunto 7 anni fa alla visita medico sportiva mi hanno riscontrato un problema cardiaco che mi ha impedito di continuare a giocare a livello agonistico. Da quel momento ho smesso di giocare e per continuare a rimanere in palestra ho deciso di allenare i più piccoli, inizialmente nel Pino Dragons dove sono cresciuto come cestista, poi dopo alla SANCAT, dove Michele Pierguidi, Marco Ciani e mia zia Enrica Niccolai sono stati un punto fondamentale per avvicinarmi al lavoro di istruttore. Negli ultimi anni devo dire che anche Calamai mi ha insegnato non poco !”.
D : Calamai , Innocenti , Venturini … tre nomi una garanzia per il minibasket Sancat ? Quali sono gli aspetti ed i meccanismi che funzionano meglio e dove invece possiamo ancora lavorare per migliorare ?
R : “Ciò che funziona è la sinergia che c’è  tra di noi, lavoriamo e ci divertiamo insieme, ma soprattutto è il sistema SANCAT che funziona, il concetto di società, di famiglia, dove al primo posto mettiamo sempre il divertimento e la crescita di ogni singolo giocatore. Migliorare quello si può sempre, ed è ciò che noi tutti dello staff SANCAT ricerchiamo sempre”.
D :  Sei al secondo anno alla guida del gruppo 2006, quest’anno Aquilotti. Come stanno crescendo questi bimbi ? Sei soddisfatto del tuo lavoro e delle loro risposte ?
R : “I 2006 sono un grande gruppo, ormai li sento davvero “miei”, in questi ultimi anni sono cresciuti moltissimo, l’anno scorso hanno disputato un’ottima stagione, ma quest’anno c’è un bella prova: il BACCIOTTI !! . Li ho visti crescere fin da piccoli, mi hanno sempre fatto emozionare, li ho visti piangere, arrabbiarsi, sorridere ed anche migliorare e divertirsi “.
D : Chiediamo anche a te un aneddoto divertente capitato in questi anni in palestra con questi nanerottoli.
R : “L’aneddoto più bello credo sarà sempre quando il secondo anno una bambina,vedendo Antonio Calamai pelato, gli ha chiesto se era un carcerato 🙂 “.
D :  Matteo, un’ultima cosa….ma tutte queste mamme, nonne e sorelle “innamorate pazze” di Venturini come ce le spieghiamo ?
R : ” Anche con i genitori il rapporto è ottimo, sono la mia squadra fuori dal campo, MITICI…Bene, vuol dire che funziona ! “.
Buon allenamento Matteo … in bocca al lupo e buona stagione !

Firenze, 18 Novembre 2015

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Presentiamo oggi Alessandro Donnini, altra colonna portante dello staff Sancat Basket.

 

D: Ciao Ale! Sei al tuo terzo anno in maglia Sancat, raccontaci la tua esperienza fino ad oggi e come ti trovi qui.

R: “Ho iniziato come assistente dei 2001 (U13) allenati da Riccardo Zanardo ed è stata la mia prima esperienza in palestra come allenatore; ho proseguito l’anno dopo allenando i 2002 e i ’99 con Lorenzo Tonti; posso solo ringraziare Riccardo e Lorenzo per avermi insegnato molto. Alla Sancat mi trovo benissimo soprattutto grazie ad uno staff che ha tanta voglia di lavorare e confrontarsi; è un ottimo ambiente per far migliorare i ragazzi e nello stesso tempo gli allenatori”.

D: Dopo due anni di solo “assistentato” la società ti ha affidato per questa stagione la guida del gruppo 2003 che disputa il campionato U13. Impressioni sul gruppo dopo questi 3 mesi di lavoro?

R: “Ormai sono al mio terzo anno di U13 e sono felice che la società mi abbia dato questa opportunità da capo allenatore. È un gruppo nuovo, formato quest’anno dalla collaborazione con l’Affrico; sono contento dell’atteggiamento dei miei ragazzi che sono sempre presenti ad ogni allenamento e portano con sé la voglia e la curiosità di imparare cose nuove. In questi 3 mesi ho visto dei miglioramenti ma sicuramente c’è ancora tanto da lavorare e da imparare. Io e Simone Marchini metteremo il massimo impegno per far crescere questo gruppo”.

D: Quali sono gli aspetti fondamentali su cui ritieni più giusto lavorare con questi ragazzi di 12-13 anni?

R: “Uno contro uno con palla e senza palla e soprattutto la capacità di giocare a testa alta per poter imparare a creare, guardare e riconoscere situazioni vantaggiose”.

D: Una qualità che vorresti sempre avere e far emergere da un tuo giocatore?

R: “Per me un giocatore prima di tutto deve sacrificarsi per la squadra in modo da non lasciare mai un compagno in difficoltà. Ci deve essere la voglia e la grinta di lottare per ogni pallone e mettersi al servizio della squadra con molto altruismo”.

D: Ti lasciamo andare non prima di averci raccontato l’obiettivo di questa stagione.

R: “Per prima cosa il mio obiettivo personale sarebbe quello di far crescere e far migliorare i ragazzi…più in generale quello di passare tra le prime 4 del girone per poi verificare gli eventuali miglioramenti e il lavoro svolto contro le migliori squadre della Toscana”.

 

Buon lavoro Ale…in bocca al lupo !

 

Firenze, 12 Novembre 2015

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Ci sono personaggi che lavorano tutta la settimana con i nostri ragazzi, elementi fondamentali nella loro formazione e preparazione, svolgono il proprio lavoro “dietro le quinte” nel senso che difficilmente li vediamo in panchina durante gli impegni ufficiali come l’allenatore, ma sono determinanti per la loro crescita ed il loro sviluppo al pari del coach.

Buongiorno quindi a Giulio Bruni, preparatore fisico/atletico delle nostre squadre U14 , U13 ed Esordienti 2004.

D: Giulio raccontaci in cosa consiste il tuo lavoro con questi ragazzi.

R: “Buongiorno a tutti! Intanto ci tengo a tranquillizzare tutti i genitori, perché spesso si pensa al preparatore fisico come a quella persona che fa correre i ragazzini intorno al campo, fa eseguire piegamenti sulle braccia, le così dette flessioni, eccetera… Per fortuna non è così! Il mio lavoro consiste nell’aiutare questi ragazzi a sviluppare capacità coordinative, condizionali e cognitive nella maniera più armonica possibile. Ormai sempre più spesso ci capita di osservare ragazzi che non sono in grado di saltare la corda, eseguire una capovolta oppure di correre nella maniera corretta. Tutte queste sono caratteristiche fondamentali per dare poi modo all’allenatore di insegnare al meglio l’aspetto tecnico del gioco. Questo è il mio compito!”.

D: Quanto e perché e’ importante per un ragazzo di 12-13 imparare a conoscere il proprio corpo e saper iniziare a capire l’importanza di un lavoro fisico ?

R: “Sicuramente un aspetto fondamentale è dettato dallo stile di vita dei ragazzi di oggi;  purtroppo una fetta sempre più consistente di loro preferisce giocare ai video games piuttosto che andare a giocare fuori all’aria aperta. Per questo motivo diventa ancora più fondamentale lavorare sugli aspetti coordinativi e cognitivi, che sono aspetti fondamentali per la formazione successiva delle abilità tecniche sport-specifiche”.

D: Sei nello staff Sancat Basket ormai da diverso tempo. Con i gruppi più grandi hai intrapreso un percorso qualche anno fa, con i più piccoli hai iniziato quest’anno. Come reagiscono i ragazzi in palestra ? Sei soddisfatto delle risposte che stai avendo ?

R: “I ragazzi sono davvero bravi e non lo dico per convenienza, ma perché non è facile trovare ragazzi che riescono a stare concentrati per 45 minuti di lavoro fisico già a quest’età. Sicuramente di questo va dato merito in primis alle famiglie e in secondo luogo al lavoro fatto da Antonio Calamai e tutto lo staff della Sancat a livello mini-basket che hanno fatto in modo di creare terreno fertile per iniziare un certo tipo di lavoro”.

D: Immagino che la programmazione, la pianificazione, anche nel tuo lavoro, sia fondamentale. Si parla molto di preparazione atletica, preparazione fisica, nel breve e nel lungo termine. Spiegaci un po’ le differenze e come secondo la tua esperienza (anche di giocatore di pallacanestro) e’ più corretto e giusto lavorare.

R: “La programmazione e la pianificazione sono alla base del mio lavoro; da quest’anno ho la possibilità di avere un grande punto di riferimento come Carlo Laface anche in casa Sancat; dico ‘’anche in casa Sancat’’ perché con Carlo lavoro ormai già da diversi anni anche nella palestra Stilnuovo in Viale dei Mille. Con Carlo tutt’ora, ma soprattutto durante l’estate, ci siamo confrontati molto per programmare al meglio questa stagione. Gli obiettivi che ci siamo preposti con i ragazzi sono quelli di sviluppare un bagaglio motorio il più completo possibile, che ognuno di questi ragazzi a fine anno sia in grado di scattare, decelerare, saltare… per fare questo dobbiamo passare da degli obiettivi a breve/medio termine, ovvero imparare a saltare la corda, mantenere la posizione fondamentale, imparare ad eseguire un’accosciata, un affondo…Ovviamente all’interno di questo percorso assume un ruolo fondamentale cercare di far capire ad ogni ragazzo e ragazza che quello che sta facendo può essere riutilizzato in una qualsiasi situazione di gioco o di vita quotidiana! Se riusciamo a fare questo sarà tutto molto più facile!”.

D: Chiudiamo con un consiglio che puoi dare a tutti i nostri ragazzi , per loro stessi e per continuare a migliorarsi.

R: “Il consiglio che mi sento di dare a questi ragazzi è di prefiggersi sempre obiettivi ambiziosi, o comunque obiettivi alla loro portata, che essi siano raggiungibili a breve, medio o lungo termine. Tutto ciò li permetterà di avere sempre energie e motivazioni per poter correre, lavorare e sudare, non solo in maglia Sancat ma anche nella vita di tutti i giorni!”.

Giulio grazie mille…per le tue parole ma soprattutto per il tuo preziosissimo contributo !

 

Firenze, 4 Novembre 2015

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Incontriamo questa settimana Antonio Calamai, istruttore responsabile di tutto il Minibasket Sancat.

D: Antonio buongiorno, innanzitutto le tue impressioni su questi primi due mesi di attività.
R : “Buongiorno! Ho iniziato questa stagione a fine agosto mettendo tutto me stesso nell’attività del minibasket e devo dire che questi 2 mesi sono proprio volati. Quando c’è tanto da fare, sia in palestra che nella fase organizzativa, il tempo passa molto in fretta e in modo sicuramente piacevole! Il tanto lavoro credo sia proprio un bel pregio di questa società e poi sono fortunato perchè posso contare sempre su tutte le forze dello staff Sancat e su i miei istruttori e collaboratori Matteo Venturini e Antonio Innocenti”.

D: Possiamo dire che lavori alla Sancat da sempre e hai quindi avuto modo di vivere la crescita della società in questi anni. Quali sono secondo te i punti di forza e dove c’è invece ancora da lavorare ?

R : “Eh si, ormai sono al quinto anno in maglia Sancat, mi piace proprio tenermela addosso e sentirla “mia”! Qui siamo una grande famiglia dove tutti remiamo nella stessa direzione mettendo sempre davanti l’obiettivo principale! C’è una grande collaborazione tra istruttori, allenatori, dirigenti e presidente. Una grande comunicazione interna che fa sì che tutto possa farsi trovare al meglio e pronto al momento giusto. Tutti fanno quello che c’è da fare e spesso anche qualcosa in più e sempre col sorriso! Cosa manca? Mi piacerebbe in futuro vedere una Sancat Academy per far crescere ancora il nostro settore giovanile, ma ancora non siamo certo pronti, anche se adesso che l’ho detto sono sicuro che Michele si metterà subito a pensare come realizzarlo! :)”.
D: Cosa deve fare un istruttore minibasket per essere un buon istruttore ?
R : “Deve essere competente, non certo per se stesso ma per chi ha davanti, per chi lo ascolta impaziente di ricevere nuovi consigli. Deve far ragionare su una risposta senza mai dare la pappa scodellata, ricordandosi che i bambini devono essere educati allo sport imparando a stare in un contesto di gruppo sotto precise regole e che il gruppo, la squadra, il collettivo sono oltre la singola individualità”.
D: Perché secondo te un bambino deve avvicinarsi alla pallacanestro ?
R: “Perchè è lo sport che tende al cielo! Si guarda verso l’alto sempre a testa alta! Scherzi a parte perchè nella crescita motoria del bambino/a serve a sviluppare una coordinazione gambe-braccia che non tutti gli sport sanno elaborare e la enorme quantità di regole e di situazioni del campo fanno sì che la loro testa sia in continuo pensare e scegliere”.
D: Dai Pulcini agli Aquilotti 2005, oltre 100 bambini che segui in palestra. Ci vuole tanta pazienza ma anche passione, competenza e voglia di fare.
R : “I continui aggiornamenti sono indispensabili per essere sempre “in forma” con l’istruire e con le competenze. La passione verso la loro istruzione sportiva è il motore principale, come ho detto all’inizio, siamo lì per i bambini che sono sempre pronti a chiedere, capire e ascoltare. Riesco sempre a creare un buon rapporto con il singolo e con il gruppo cosìcchè talvolta uno sguardo serve e basta per capirsi e poi cerco di essere autorevole senza mai essere autoritario”.
D: Hai ottenuto sicuramente belle soddisfazioni in tutti questi anni e immagino che i ricordi e gli episodi che ti sono rimasti impressi siano tanti. Raccontacene un paio che porterai sempre con te.
R: “Ogni giorno ci sarebbe da annotare qualcosa soprattutto con i più piccolini. Un piccolo pulcino alle prime esperienze, sorpreso dal mio continuo incitare e motivare tutti loro sul da farsi, su ogni piccolo esercizio o movimento mi prese da una parte e mi chiese se io stessi bene perchè mi vedeva molto agitato! Un’ altra volta un altro pulcino credeva che non avessi più la mamma solo perchè non veniva mai a prendermi a fine allenamento; risposi che ero abbastanza cresciutello e che la mamma mi permetteva di tornare da solo”.

Sono le quattro…ti lasciamo scappare in palestra dai tuoi bambini !
Grazie Antonio, buon divertimento e buon lavoro !

 

Firenze, 27 Ottobre 2015

Stefano-Corsini

Proseguiamo i nostri incontri con lo staff Sancat Basket !

Questa settimana facciamo due chiacchiere con Stefano Corsini, altro volto nuovo in casa biancoblù.

D: Stefano innanzitutto benarrivato. Vieni da Livorno, piazza con una forte tradizione cestistica e lavori a Firenze ormai da cinque anni, ti chiediamo che idea ti sei fatto sul movimento basket giovanile fiorentino.

R: ” Dal mio arrivo a Firenze ho avuto la possibilità di operare in tante società fiorentine, dalla Laurenziana, alla Pallacanestro Firenze per finire al Pino Dragons e alla Sancat dove ho il privilegio di allenare quest’anno. Alla Sancat balza subito agli occhi l’entusiasmo viscerale del Presidente Pierguidi che viene trasmesso ai suoi collaboratori e allo staff tecnico. Tutto questo entusiasmo e voglia di crescere devono però poi trovare sfogo in progetti a più ampio raggio. Noi siamo uno strumento a disposizione dei ragazzi per crescere e migliorare e proprio in quest’ottica lo sforzo di dirigenti e allenatori che operano a Firenze dev’essere creare, nel corso delle stagioni, le basi per poter far rendere al meglio delle proprie possibilità ogni ragazzo. E fortunatamente per i nostri ragazzi gli sforzi dello staff dirigenziale che ho incontrato alla Sancat è proteso verso il raggiungimento di quest’obiettivo. Non sono traguardi che si raggiungono in una sola stagione, ma la strada tracciata è quella giusta “.

D: Quest’anno l’approdo in casa Sancat. Sei alla guida del gruppo 2000 che negli ultimi quattro anni ha avuto una continuità di lavoro con lo stesso allenatore. Quali sono le tue impressioni sul gruppo ?

R: ” Inutile dire che eredito un gruppo abituato a lavorare nella giusta maniera, dove ogni giocatore aveva chiaro il ruolo e le proprie competenze. Stiamo provando a mettere qualcosa di nuovo in un motore già ben rodato provando a non togliere ai ragazzi le sicurezze tecniche acquisite nelle stagioni passate “.

D: Due mesi di lavoro, quattro partite di campionato U16 Eccellenza con loro e quattro vittorie. Sei soddisfatto di questo inizio ?

R: ” E’ il periodo più complesso, quello durante il quale squadra e staff imparano a conoscersi ed entrano pian piano in sintonia. Le quattro vittorie vanno per ora prese semplicemente come iniezioni di fiducia. Più delle vittorie comincio ad essere soddisfatto dell’atteggiamento che i ragazzi tengono in palestra e della crescita lenta ma continua della maggior parte di loro “.

D: Conosci bene questi campionati, a livello giovanile hai raggiunto se non sbaglio tre finali nazionali. Cosa ti aspetti da questi ragazzi e che obiettivo vi siete dati ?

R: ” Questa squadra viene da anni di successi ed ha tenuto pressochè invariato il proprio roster a differenza di tante avversarie, principalmente quelle di prima fascia, che hanno pescato soprattutto all’estero. L’obiettivo non può quindi che essere quello di dimostrare, in primis a noi stessi, che col lavoro quotidiano questi ragazzi e questa squadra hanno ancora margini di crescita e di miglioramento che potranno consentirci di rimanere ancora competitivi ad alto livello “.

Grazie Stefano, buona stagione !

 

Firenze, 20 Ottobre 2015

Francesco-Cappelletti---coach

Iniziamo oggi i nostri incontri con lo Staff Sancat Basket con un nuovo arrivato in casa biancoblu, FRANCESCO CAPPELLETTI.

D: Ciao Francesco, raccontaci un po’ cosa ti ha spinto ad accettare la proposta di venire a Firenze dopo le tue ultime esperienze a Siena e San Giovanni, e perché hai scelto la Sancat.

R: “Da avversario avevo sempre apprezzato la qualità del lavoro e l’ambiente giovane e sempre propositivo della Sancat, una società giovane ma che è già cresciuta tanto e tanto ancora vuole fare. Per questo quando è arrivata la proposta della società nn è stato difficile accettare”.

D: La società ti ha affidato un ruolo di primo piano, alleni la squadra U15 che disputa il campionato Eccellenza, il gruppo U14 che partecipa al campionato Elite e gli Esordienti 2004, anno fondamentale di trapasso dal mini al basket dei grandi. Quali sono le tue impressioni dopo questi primi due mesi di lavoro in palestra ?

R: “Sono tutti gruppi che hanno un trascorso importante come esperienze di gioco e allenatori avuti, sanno come si sta in palestra e lavorano con impegno. Hanno la possibilità -ed il merito- di disputare campionati di eccellenza, il banco di prova più duro per crescere come giocatori, e questo cerco di nn farglielo mai dimenticare. Dai migliori, e sbagliando, si impara”.

D: I campionati sono già iniziati da qualche giornata ed hai avuto modo di partecipare con le tue squadre già a diversi tornei. Ti chiediamo se sei soddisfatto delle risposte fin qui avute e cosa ti aspetti dalla stagione che si preannuncia lunghissima.

R: “L’U15 sta affrontando il passaggio più delicato, disputando un campionato di livello altissimo in cui nessuna partita è facile da portare a casa. Prima riusciranno a calarsi nella nuova realtà e maggiori saranno le possibilità di togliersi anche qualche soddisfazione. Gli U14 sono un grande gruppo, che ha accolto bene i nuovi arrivati e si allena con grande intensità. Per loro l’obiettivo è conoscersi e compattarsi sempre di più, confrontandosi con le migliori squadre toscane per valutare i risultati del lavoro. I 2004 devono ancora “digerire” la fine del minibasket, ma c’è tempo per assorbire le nuove richieste e proposte che faremo loro”.

Grazie Francesco, buon lavoro !